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Cos’è e cosa studia la criminologia investigativa?

Stai cercando informazioni sulla criminologia investigativa? Se ti stai per laureare in psicologia o giurisprudenza la professione della criminologa o del criminologo potrebbe essere uno sbocco interessante. In Italia non esiste un corso di laurea apposito, ma è possibile seguire dei master post laurea specifici che preparano all’esercizio di questa professione come consulenti indipendenti.

Prima di elencarti i possibili sbocchi professionali, però, ti spieghiamo nel dettaglio cos’è la criminologia e di cosa si occupa.

Criminologia investigativa: che cos’è

Secondo la definizione di criminologia, questa branca studia i fenomeni criminosi da diversi punti di vista. Si tratta di una specializzazione investigativa, infatti, che presuppone una certa pluridisciplinarità. L’analisi dei fatti può cioè avvenire sia dal punto di vista psicologico che da quello tecnico-scientifico.

Proprio per questo motivo un criminologo investigativo deve avere conoscenze di diritto, psicologia, medicina, sociologia, psichiatria e non solo.

Quali sono dunque i percorsi da seguire? Prima di tutto bisogna conseguire una laurea in una delle seguenti discipline:

  • psicologia
  • giurisprudenza
  • psichiatria
  • medicina

Dopodiché si può seguire un percorso di specializzazione seguendo un master post universitario in criminologia. L’offerta formativa di Unicusano include diverse opzioni come i master in criminologia finanziaria, criminologia e sicurezza del mondo contemporaneo, criminologia e diritto penale e criminologia clinica.

Quali materie studia il criminologo investigativo

Un esperto in criminologia investigativa studia le seguenti materie:

  • psicologia e psicopatologia forense
  • elementi di di diritto penale (capacità di intendere e volere, il reato e i suoi elementi strutturali)
  • elementi di diritto civile (illecito civile, incapacità legale e naturale, i disturbi della personalità)
  • organizzazione e funzionamento del sistema giudiziario
  • ordinamento giuridico (processo penale e processo civile)
  • criminologia (profili criminologici, scena del crimine, colloquio criminologico, perizia criminologica, serial killer, crimini sessuali, femminicidio, sequestro di persona, cybercrime)
  • sociologia della devianza
  • dinamica del crimine
  • criminalità informatica (pedofilia on line, rischi della rete)
  • crimini e mass media
  • condotte criminose (bullismo, infanticidio, parricidio, stalking, baby gang)
  • riabilitazione del criminale (legislazione penitenziaria, misure alternative alla detenzione)
  • criminalità economica

Sbocchi professionali per il criminologo

La figura dell’esperto in criminologia investigativa ha avuto nuovo slancio in Italia dopo l’approvazione del provvedimento del 21 aprile 2020, secondo cui anche gli avvocati difensori possono svolgere delle indagini per la difesa dei propri assistiti.

Questo provvedimento ha aperto nuovi sbocchi lavorativi per i criminologi, che possono essere assunti dagli avvocati e dalle famiglie dei loro clienti per fare luce su reati di qualsiasi tipo.

Un criminologo, dunque, può lavorare come consulente per:

  • polizia
  • magistratura
  • studi legali
  • questure

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Lavori da fare da casa: ecco perché sono utili durante l’università

Ti sei appena iscritto all’università e cerchi dei lavori da fare da casa? Ci sono tante opportunità per guadagnare e studiare contemporaneamente, mantenendo così la propria indipendenza economica senza sottrarre troppo tempo allo studio.

Se sei un appassionato di digitale, puoi orientarti su attività che prevedono la scrittura on line o l’amministrazione di profili Facebook e Instagram in veste di social manager. Ci sono diverse possibilità di lavori da svolgere da casa iscrivendosi, per esempio, a piattaforme per articolisti in cui guadagnare scrivendo. In questo modo migliori le tue proprietà linguistiche e le tue abilità nell’esposizione scritta e metti da parte qualche soldo.

Lavorare da casa: guadagnare con le foto

I lavori da fare da casa hanno molto a che fare con la creatività. Ti consentono cioè di sfruttare i tuoi talenti, trasformandoli in una fonte di guadagno che non richiede un eccessivo investimento in tempo.

Sei un appassionato di fotografia? Allora puoi vendere le tue foto on line in portali come Adobe Stock, iStock Photo o Shatterstock. Quest’ultimo, per esempio, consente di vendere le fotografie a un prezzo compreso tra 0,21 centesimi e 2,90 euro l’una. Il pagamento avviene a fine mese e non è previsto il raggiungimento di una soglia minima di guadagni.

Lavorare come data entry

Lavorare da casa come data entry ti permette di migliorare l’uso del pc e di cominciare a imparare l’importanza della puntualità e della precisione sul lavoro. Per farlo basta avere un computer e una certa dimestichezza con programmi come Excel.

Il lavoro consiste sostanzialmente nell’inserimento di dati e viene commissionato da e-commerce ed aziende. Gli accordi vanno presi con il committente e si può concordare un lavoro a cottimo in base al volume di dati oppure a tariffa oraria. Puoi fare questo lavoro rilasciando la ritenuta d’acconto, perché il lavoro on line senza Partita IVA è consentito fino a un tetto di 5 mila euro.

I lavori da svolgere da casa più diffusi

Qui sotto, trovi un piccolo elenco di lavoro da fare da casa che potrebbero incontrare le tue esigenze e consentirti di cimentarti in ambiti professionali in linea con la tua area di studi universitari:

  • traduzione online (consigliato a chi studia lingue e letteratura)
  • operatore di call center da casa (consigliato a chi studia marketing)
  • doposcuola e aiuto compiti da casa (consigliato a chi studia scienze dell’educazione e le varie materie oggetto delle ripetizioni)
  • gestore di affiliazioni  (consigliato a chi studia marketing)
  • trading on line (consigliato a chi studia economia)

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Come diventare operatore di comunità: percorsi e possibilità

Hai una forte propensione per il sociale e vorresti capire come diventare operatore di comunità? Si tratta di una professione che potrà darti molte soddisfazioni professionali e umane, per la quale è richiesta una competenza specifica e una certa predisposizione personale.

Se vuoi diventare un operatore di comunità, infatti, devi avere una personalità forte ed essere capace di farti carico delle necessità degli assistiti senza farti coinvolgere troppo emotivamente. 

Diventare operatore di comunità: il percorso di studi da seguire

Il primo passo per capire come diventare operatore di comunità è scegliere il corso di laurea da seguire.

La qualifica di educatore professionale si ottiene con una  laurea in scienza dell’educazione e della formazione. Potrai seguire solo il percorso triennale, oppure conseguire una formazione specialistica iscrivendoti al percorso biennale per la laurea magistrale.

Nel caso in cui tu voglia cimentarti subito con il lavoro, puoi anche svolgere la tua mansione di operatore di comunità e seguire il corso magistrale usufruendo della formula a distanza garantita da Unicusano.

La legge 240 del 2010 ha stabilito che per lavorare come educatore professionale/operatore di comunità bisogna essere in possesso di uno dei titoli qui sotto:

Laurea magistrale e tirocini

Sempre la legge 240 del 2010 stabilisce l’opportunità di proseguire gli studi iscrivendosi a uno dei seguenti corsi biennali per il conseguimento della laurea magistrale:

  • corso di Laurea Magistrale in Educatore Sanitario Specializzato (classi LM e SNT/02)
  • corso di Laurea Magistrale in Pedagogia (classi LM50, LM57, LM85 e LM93)

Questi percorsi per diventare operatore di comunità prevedono spesso un tirocinio, che è davvero fondamentale. Si tratta, infatti, del primo approccio vero e proprio con la realtà lavorativa.

Un ottimo modo per prepararsi alla professione è anche impegnarsi come volontario. Potrai cioè studiare e fare volontariato con disabili, anziani o minori. In questo modo hai un contatto diretto con il tipo di problematica con cui avrai poi a che fare come operatore specializzato.

Prima del 2020 era possibile acquisire il titolo di educatore senza laurea. Bisognava, però, essere in possesso di una serie di requisiti, tra cui aver lavorato presso una struttura pubblica e aver superato il concorso per educatore. Dopo il 2020, sarà obbligatorio il possesso di una laurea per poter svolgere la mansione di operatore di comunità con la qualifica di educatore professionale.

Operatore di comunità: gli sbocchi professionali

Proseguiamo la nostra guida su come diventare operatore di comunità indicandoti tutti i possibili sbocchi professionali.

Una volta conseguito il tuo titolo di studio, potrai lavorare in strutture pubbliche e private. In particolare, l’operatore di comunità trova impiego in:

  • comunità familiari
  • comunità educative
  • comunità di pronta accoglienza
  • comunità alloggio per adolescenti, per persone affette da disturbi mentali e per disabili
  • comunità socio-educative e riabilitative
  • residenze protette
  • centri diurni socio-educativi e riabilitativi
  • case albergo per anziani
  • case di riposo
  • centri diurni per anziani
  • comunità alloggio per ex tossicodipendenti
  • centri di accoglienza per ex detenuti
  • case famiglia
  • case di accoglienza per donne vittime di violenza

Questo è solo un piccolo esempio delle opportunità di collocazione professionale di un operatore. Come vedi, il lavoro prevede il contatto giornaliero con soggetti in difficoltà.  Non solo nel caso delle comunità alloggio sono previsti sia i turni diurni che quelli notturni. 

Cosa fa l’operatore all’interno della comunità

Prima di scegliere una professione è sempre bene farsi un’idea precisa delle mansioni. Per capire veramente come diventare operatore di comunità bisogna conoscere i suoi compiti. Spesso la denominazione di educatore e quella di operatore creano un po’ di confusione.

È bene chiarire che l’educatore professionale è un operatore incaricato di attuare progetti educativi e riabilitativi all’interno delle comunità. Sono denominazioni differenti che designano cioè la stessa figura, a cui viene affidata la gestione dei soggetti in difficoltà in collaborazione con le altre équipe multidisciplinari operanti nella stessa comunità. 

Le mansioni

Ma cosa fa un operatore? Il suo intervento terapeutico si articola di solito in tre fasi principali:

  • accoglienza – in questa fase l’operatore accoglie i soggetti in comunità e gestisce i primi colloqui. Durante gli incontri cerca di conoscere meglio la persona in modo da capire il tipo di intervento da seguire.
  • definizione e realizzazione del trattamento terapeutico – l’operatore si confronta con gli altri professionisti della comunità per stabilire il programma da attuare. Una volta stabilita la tipologia di intervento, segue i casi affidatigli e svolge tutte le attività previste, monitorando i soggetti e redigendo rapporti in cui registra i risultati ottenuti o non ottenuti durante il percorso
  • percorso di distacco dalla comunità – il momento finale del percorso prevede la preparazione alla vita fuori dalla comunità. Se il soggetto è in grado di tornare a casa e di svolgere una normale attività lavorativa, l’operatore ha il compito di seguirlo e prepararlo alla delicata fase dell’uscita dalla comunità

Per poter svolgere tutti questi compiti l’operatore deve padroneggiare materie come le teorie dello sviluppo umano dal punto di vista biologico, psicologico e sociale, i temi del disagio e delle dipendenze, le dinamiche di funzionamento dei gruppi e non solo.

Come puoi vedere, si tratta di una figura chiave che riveste un ruolo molto importante e che dovrebbe seguire un percorso di formazione costante. L’aggiornamento professionale con corsi e master, infatti, è importante per svolgere al meglio le proprie mansioni.

Quanto guadagna un operatore di comunità

Questa figura è sempre più richiesta a livello nazionale. Secondo i dati forniti dall’Associazione Nazionale Educatori Professionali (ANEP), in Italia nel 2014 lavoravano 31 mila operatori, di cui 23 mila nelle strutture residenziali.

È un bel numero che ti dà l’idea delle opportunità di lavoro esistenti. L’operatore può lavorare sia come dipendente nel settore pubblico e privato che come libero professionista. In questo secondo caso è titolare di una partita IVA e stabilisce con il datore di lavoro la propria retribuzione. Di solito, il compenso di un libero professionista prevede una tariffa oraria pari a 20 euro l’ora. Si tratta ovviamente di una cifra media, a cui poi vanno applicate le tasse.

Se invece lavora come dipendente, può essere assunto con dure tipi di inquadramenti diversi:

  • D2 – educatore professionale semplice
  • D3 – educatore coordinatore

Ovviamente lo stipendio varia a seconda del tipo di contratto. Se l’operatore viene assunto con un contratto di livello D2, lo stipendio lordo mensile dovrebbe aggirarsi sui 1.505.67 euro lordi corrispondenti a 1.100 euro netti mensili. Ovviamente, si tratta di uno stipendio corrisposto per un contratto full time.

Come trovare lavoro come operatore

L’ultimo passo della nostra guida su come diventare operatore di comunità riguarda la ricerca di un lavoro alla fine degli studi. Come trovare impiego? On line ci sono molti annunci di comunità alla ricerca di professionisti e diversi portali affidabili in cui controllare le proposte lavorative. Trovi una ricca sezione di annunci di lavoro anche sul sito dell’Associazione Nazionale Educatori Professionali (ANEP).

Secondo un’indagine condotta da AlmaLaurea nel 2016, l’operatore di comunità/educatore professionale è al decimo posto tra i professionisti che il mondo del lavoro richiede ma fatica a trovare. Si tratta di un dato incoraggiante, soprattutto per quanti si affacciano al mondo del lavoro e vorrebbero impegnarsi in una professione soddisfacente che abbia anche delle buone chance occupazionali.

Allora cosa ne pensi: inizierai il percorso di studi universitari per diventare un operatore di comunità?

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Come inserire le citazioni bibliografiche in stile IEEE?

Sei alla ricerca di informazioni sulle citazioni stile IEE? Saprai sicuramente che ci sono diversi stili di citazione, il cui utilizzo dipende dalla materia da trattare.

In realtà, la distinzione in base all’argomento era in vigore soprattutto in passato. Oggi, gli stili citazionali si sono molto uniformati. Sono cioè le università a consigliare agli studenti la modalità da utilizzare per la tesi. Le citazioni stile IEE, per esempio, sono molto utilizzate insieme a quelle APA, Chicago, Harvard e MLA.

Qui di seguito, trovi una piccola guida per aiutarti a scrivere in maniera corretta le tue citazioni bibliografiche utilizzando lo stile IEEE.

Citazioni stile IEE: come si realizzano

L’acronimo IEEE sta per Institute of Electrical and Electronics Engineers. Si tratta, infatti, di uno stile di citazione molto usato in ambito tecnico.

Se stai scrivendo una tesi di ingegneria informatica o elettronica, le citazioni bibliografiche IEEE sono sicuramente quelle più indicate.

Si tratta di un metodo che prevede l’introduzione delle note direttamente in bibliografia. Questo significa che non dovrai inserire nulla a piè di pagina. Ti basta mettere il numero nel punto esatto all’interno del testo e poi scrivere il riferimento bibliografico alla fine della tua tesi in ingegneria. I numeri delle note vanno indicati in ordine progressivo all’interno del testo e inseriti tra parentesi quadre.

Qui di seguito un esempio per farti capire meglio:

  • Il manuale propone una panoramica sui temi più tradizionali legati all’elettrotecnica, all’elettronica e alle macchine, con l’aggiunta di nozioni avanzate sui sensori e gli attuatori utilizzati nel comparto dell’automazione industriale [1].

Qui sopra trovi la classica citazione stile ISEE all’interno del testo. In nota bibliografica, invece, dovrai indicare tutte le informazioni riguardanti il testo stesso:

  • [1] Giuliano Ortolani e Ezio Venturi, Manuale di Elettrotecnica Elettronica e Automazione, Roma: Hoepli, 2017.

Dovrai cioè mettere in nota le seguenti informazioni:

  • nome e cognome dell’autore seguito da una virgola
  • titolo del libro in corsivo seguito da una virgola
  • luogo (città o paese) seguito da due punti
  • casa editrice seguito dalla virgola
  • anno di pubblicazione seguito da un punto

Se le citazioni stile IEE si riferiscono a un capitolo preciso di una pubblicazione, dovrai inserire il titolo del capitolo dopo il nome e cognome dell’autore e prima del titolo del testo. Il titolo del capitolo va scritto tra virgolette e alla fine della nota bisogna indicare il numero del capitolo e le pagine:

  • [1] Giuliano Ortolani e Ezio Venturi, “Tecnologie impiantistiche con sistema BUS” in Manuale di Elettrotecnica Elettronica e Automazione, Roma: Hoepli, 2017, capitolo 10, pp. 120-145.

Citazioni bibliografiche di riviste, conferenze e software

Quando si scrive una tesi non si citano solo testi. Spesso, le fonti sono conferenze, articoli di riviste scientifiche e non solo.

Le citazioni stile IEE prevedono regole precise per ogni tipo di pubblicazione, come indicato nel manuale IEEE. Nel testo rimane sempre la regola del numero progressivo tra parentesi quadre, le differenze riguardano la bibliografia finale.

  • citazioni di documenti prodotti durante conferenze:  nome dell’autore, titolo del testo, nome della conferenza abbreviato, città in cui si è tenuta la conferenza, mese, anno e numero di pagina. Ecco un esempio: J. G. Kreifeldt, “An analysis of surface-detected EMG as an amplitude-modulated noise,” presentato alla conferenza Medicine and Biological Engineering, Chicago, Illinois, USA, Nov. 9–12, 1989.
  • citazioni di software: nome del software, versione e anno, azienda, anno di rilascio, tipo di mezzo tra parentesi quadre, disponibilità. Ecco un esempio: Antenna Products. (2011). Antcom: Feb. 12, 2014. [Online]. Disponibile: http://www.antcom.com/documents/catalogs/L1L2GPSAntennas.pdf
  • citazioni di riviste e periodici: nome dell’autore, titolo dell’articolo, abbreviazione del periodico, numero del volume, pagine, mese e anno. Ecco un esempio: M. Ito, “Application of amorphous oxide TFT to electrophoretic display,” J. Non-Cryst. Solids, vol.354, numero 19, pp. 2777–2782, Feb. 2008.

Software per gestire le citazioni

Le citazioni stile IEEE e le citazioni in generale sono molto importanti, perché permettono di conferire maggiore autorevolezza alla tesi e ne rafforzano le argomentazioni. Per questo motivo vanno scritte correttamente e senza errori. Il lettore così potrà anche reperire testi e riviste con maggiore facilità. 

Esistono dei software molto utili che ti renderanno la vita più semplice nella gestione delle tue citazioni bibliografiche:

  • Zotero
  • EndNote
  • Mendeley
  • RefWorks

Mendeley, per esempio, è un software gratuito che può estrarre dati direttamente da un PDF. Cosa significa? Puoi caricare l’articolo da cui hai preso spunto nella libreria del software. Se l’articolo include tutti i dati (autore, nome della rivista, anno di pubblicazione e così via), questi vengono estratti e salvati.

Non solo, si possono catturare riferimenti bibliografici on line, citazioni presenti all’interno di banche dati come Scopus e Science Direct e note tratte da file salvati sul tuo computer. In questo modo, il rischio di errore si abbassa e la costruzione della sezione bibliografica della tesi è molto più veloce. Mendeley è disponibile sia in versione web che in versione desktop.

Dopo la lettura della nostra piccola guida, ti senti pronto a iniziare la stesura della tua tesi e a inserire le note in stile IEEE?

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Le 5 app per la produttività che dovresti scaricare

Sei alla ricerca di app per la produttività? Le applicazioni possono essere un valido aiuto per aumentare la capacità produttiva e per imparare a gestire meglio il proprio tempo, in vista di importanti traguardi da raggiungere.

Spesso un piccolo aiuto consente di raggiungere risultati insperati, soprattutto in presenza di un blocco o di un calo di concentrazione.

Se utilizzi già le app per studiare, avrai sperimentato quanto possano essere efficaci nell’aiutare a gestire meglio i propri impegni.

Qui di sotto, la nostra guida sulle app per la produttività da scaricare subito.

App per essere produttivi: Focus Buster

Conosci la tecnica del pomodoro? Focus Buster è un’app per la produttività che si basa proprio sulla tecnica ideata da Francesco Cirillo alla fine degli anni ’90.

Cirillo ha battezzato così il suo metodo prendendo spunto dai classici timer da cucina a forma di pomodoro. La tecnica consiste nel programmare delle attività impostando il timer a 25 minuti.

Nel lasso di tempo impostato bisogna studiare/lavorare senza distrazioni, mantenendo alto il proprio livello di concentrazione fino allo scadere del tempo, segnalato da un avviso sonoro. Ogni volta che il timer suona, bisogna prendere 5 minuti di pausa. Dopodiché, si ricomincia. Ogni 4 pomodori, prendi una pausa più lunga di 15 minuti. Grazie a questa tecnica gestisci meglio le pause e quantifichi con più precisione il tempo che impieghi nello svolgere una determinata attività.

Focus Buster ti permette di sperimentare proprio la tecnica del pomodoro, personalizzando le sessioni da dedicare allo studio e il tempo della pausa. Non solo, è possibile sincronizzare tutto sui vari dispositivi e avere dei report delle sessioni. In questo modo tieni sotto controllo il tempo investito nelle varie attività e riesci a pianificare meglio gli obiettivi.

L’applicazione è compatibile con i dispositivi Apple dotati di sistema operativo OS X 10.8 e successivi e con dispositivi dotati di Windows 7.

La musica per aumentare la concentrazione: Noisli

Tra le app per organizzare le giornate e favorire la produttività c’è sicuramente Noisli. Si tratta di un’app che migliora la concentrazione tramite la riproduzione di un elenco di suoni. Le ricerche scientifiche non hanno fornito ancora risultati unanimi sul ruolo della musica come facilitatrice dell’apprendimento. Se però studi abitualmente con un sottofondo, avrai notato come in alcuni casi la musica sia d’ostacolo alla concentrazione.

In linea di massima, la musica funziona molto bene durante la lettura, mentre funziona meno bene in caso di esposizione orale o di risoluzione di un problema.

Noisli ti viene in soccorso con la funzione rumori di sottofondo. Non dovrai rinunciare ai suoni, ma non ti scontrerai con l’effetto distraente della musica, soprattutto di quella dotata di parole.  Noisli propone un tappeto di suoni che creano una sorta di bolla, in cui persino i classici rumori esterni dell’ambiente non danno più fastidio.

Si tratta di un vero e proprio rumore di fondo, non troppo basso ma neppure troppo alto, che favorisce anche il pensiero astratto e creativo. Potrai tu stesso creare il tuo mix di suoni preferito, in modo da personalizzare il tappeto sonoro in base alle tue esigenze. I suoni includono la pioggia, il vento, il caminetto acceso e così via.

Obbiettivi da raggiungere: Strides

Porsi degli obiettivi è il primo passo per raggiungerli. Strides è un’ottima app per la produttività perché permette di creare gli obiettivi e di seguirne l’andamento. Non solo, in dashboard sono visibili tutti gli obiettivi fissati, accompagnati dai grafici. Esiste, inoltre, una tabella giornaliera che consente di stare dietro più facilmente a tutte le attività prefissate, favorendo una migliore organizzazione della giornata.

Strides si può considerare anche come uno strumento motivazionale. Ogni volta che raggiungi un obiettivo, infatti, l’applicazione segnala il risultato ottenuto. Ricevere le congratulazioni per essere riusciti a portare a termine un obiettivo è fondamentale per continuare sulla strada intrapresa. Strides è un’applicazione destinata al mondo dei dispositivi Apple e si può utilizzare su computer, iPhone e iPad. La versione base è gratuita. Esiste, però, una versione premium a pagamento con diversi tool aggiuntivi.

App per la produttività e lo studio: Evernote

Tra le app per la produttività non potevamo non citare Evernote.  L’applicazione è utilissima per il lavoro sui testi, perché prendi note e appunti e usufruisci del tool di sincronizzazione. Cosa significa? Lavori sullo stesso testo indipendentemente dal dispositivo che hai a disposizione. Il funzionamento è molto semplice. Per creare una nuova nota basta cliccare sul simbolo + e scrivere. Non solo all’interno del testo puoi inserire un promemoria. Comparirà il simbolo di una sveglia che potrai usare per appuntarti attività e obiettivi. Evernote ti consente cioè di segnarti appuntamenti con il collegamento al servizio di Google Calendar, di inserire elenchi di cose da fare e di condividere le tue note tramite social network.

Lo studio sarà facilitato dall’utilizzo delle note collegate ai promemoria e alla lista obiettivi. Noterai, infatti, una riduzione dei tempi per la preparazione degli esami.

Tra l’altro puoi scaricare il client per pc e MAC e usare tutte le funzionalità di Evernote anche quando non disponi di un collegamento a Internet. I tool sono gli stessi della versione web. Se poi utilizzi soprattutto il telefono, Evernote conserva tutte le funzionalità anche sugli smartphone. Non solo, l’applicazione è completamente gratuita dal Play Store di Android oppure dall’App Store di iOS.

L’app come assistente personale: Any.do

L’ultima app per la produttività che ti consigliamo è un vero e proprio assistente personale. Organizzi tutte le liste di cose da fare e le ordini per priorità tramite i colori. Non solo, aggiungi i promemoria in modo da non dimenticare nulla.

Con Any.do fissi promemoria ricorrenti per gli impegni quotidiani, promemoria una tantum oppure promemoria settimanali e mensili. Se dimentichi sempre di comprare il latte per la colazione e la cosa ti rovina puntualmente la giornata, imposti un promemoria sulla posizione. In questo modo Any.do ti avvisa quando sei vicino alla latteria, permettendoti di comprare il latte per iniziare meglio la giornata. Elementi come l’ambiente di lavoro/studio, l’alimentazione, la riduzione dei livelli di stress non vanno trascurati, perché sono fondamentali per consentire il giusto aumento della produttività. Da questo punto di vista Any.do è davvero fantastica.

Tra l’altro, puoi accedere all’applicazione da telefono, desktop, latptop, tablet e smartwatch. Non solo, puoi utilizzare le varie funzioni anche tramite Siri di Apple o Alexa di Amazon. La disponibilità della funzione calendario in Home è molto utile, perché in un solo colpo d’occhio controlli tutti gli impegni e gli obiettivi fissati nell’arco del mese in corso. Infine, Any.Do funziona anche con gli altri calendari come Google Calendar, iCloud e Outlook.

Ora che hai scoperto le applicazioni qui sopra, valuta bene quale potrebbe essere adatta al tuo caso. Se hai difficoltà a concentrarti, ti consigliamo sicuramente Noisli e Focus Buster. Se ti dividi tra studio e lavoro e la tua vita è frenetica, le applicazioni da provare sono Strides e Any.do. Entrambe, infatti, ti consentiranno di mettere ordine tra le tante cose da fare, senza inutili sprechi di energia.

Perdi sempre gli appunti? Hai un metodo di studio basato su note e riassunti? Scrivi, scrivi e poi perdi il filo? Se hai risposto in maniera affermativa a tutte e tre le domande, allora la tua app per essere produttivo è senza ombra di dubbio Evernote.

Allora proverai a organizzare lo studio utilizzando una delle applicazioni della nostra guida?

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I nuovi lavori perfetti per laureati in ingegneria

Hai intrapreso gli studi di ingegneristica e ti piacerebbe scoprire quali sono i lavori per i laureati in ingegneria? Oggi, è possibile pensare fuori dagli schermi anche quando si è in possesso di un titolo di studio in materie scientifiche come ingegneria. Si tratta, infatti, di un percorso di studi che non è così rigido come si pensa.

Leggi la guida e sorprenditi nello scoprire i lavori per i laureati in ingegneria fuori dall’ordinario.

Lavori alternativi per laureati in ingegneria: scrittore tecnico

Ti sei laureato in ingegneria e ti piace scrivere? I lavori per laureati in ingegneria includono anche lo scrittore tecnico o technical writer. Si tratta di una figura molto richiesta, a cui viene affidata la scrittura di manuali tecnici e di libretti di istruzioni. Ti ritroverai a scrivere istruzioni di assemblaggio, manuali di installazione, documenti di consultazione, relazioni scientifiche, manuali per la risoluzione di guasti e problemi tecnici, tutorial, certificazioni, manuali per progettisti, istruzioni per l’uso di macchinari industriali, procedure di utilizzo e così via.

Per svolgere questo lavoro è indispensabile una certa conoscenza tecnica, perché è richiesta anche la padronanza della terminologia di settore. La laurea in ingegneria consente sicuramente di avere una corsia preferenziale rispetto agli altri scrittori laureati in discipline diverse.

Per fare lo scrittore tecnico sono considerate indispensabili le seguenti competenze:

  • conoscenza della lingua inglese
  • padronanza dell’italiano scritto
  • capacità e doti comunicative
  • familiarità con strumenti di editing e di impaginazione 

Una delle sfide maggiori per lo scrittore tecnico è rendere semplici le procedure/istruzioni descritte. Spesso i manuali sono destinati agli operai che li utilizzeranno nelle aziende o ai consumatori che hanno acquistato un computer o un elettrodomestico. Uno dei compiti dello scrittore tecnico è proprio verificare il pubblico di destinazione e stabilire il tipo di scrittura da adottare, in modo da rendere chiari e comprensibili i testi.

In Italia non esistono indirizzi di studio specifici per questa figura, ma puoi completare la tua formazione ingegneristica con corsi di scrittura e comunicazione. Di solito, lo scrittore tecnico è un libero professionista con partita IVA.

Lavori per laureati in ingegneria: gestori di fattorie idroponiche

Tra i lavori per i laureati in ingegneria c’è anche la gestione delle fattorie idroponiche. Nel prossimo futuro, gli ingegneri saranno sempre più coinvolti in attività volte all’ottimizzazione dell’impatto ambientale delle attività produttive. 

Le fattorie idroponiche sono sicuramente una delle opzioni di lavoro possibili. Cosa sono? Si tratta di una modalità di coltivazione che avviene senza terreno.  La terra è sostituita da un substrato inerte di argilla espansa, lana di roccia o fibra di cocco. La coltivazione è verticale, con le piante collocate in grandi scaffalature e irrigate con acqua e fertilizzanti organici. Questo sistema di coltivazione consente un risparmio di acqua pari al 70% rispetto al quantitativo utilizzato in una fattoria tradizionale.

Gli ingegneri sono preziosi in questo settore, in quanto a loro spetta il compito di pianificare e gestire l’attività. Oltre a quelle idroponiche, ci sono le fattorie acquaponiche in cui si parla di crescita ittica delle piante e le fattorie aeroponiche. Queste ultime non hanno alcun substrato di terra o argilla. Semplicemente, le radici vengono spruzzate con vapore acqueo e sostanze nutritive. Se il settore ambientale ti interessa, potresti prendere in considerazione il lavoro in una di queste realtà appena descritte. 

3D Printing engineer e creatore di cibo spaziale

Tra i lavori alternativi per laureati in ingegneria ci sono sicuramente il 3D printing engineer e il creatore di cibo spaziale.

Il primo è una figura nata dopo la grande diffusione delle stampanti 3D. Di cosa si occupa? Il ruolo consiste nello sviluppare nuove creazioni e studiare nuovi materiali per le stampe 3D.

Cosa farai concretamente una volta assunto? Ti occuperai della progettazione di prototipi, della realizzazione dei modelli 3D dei prototipi stessi, della scelta del materiale e della stampa vera e propria. Si tratta indubbiamente di un lavoro molto interessante con grandi sbocchi professionali, vista la diffusione sempre più crescente delle stampe 3D impiegate in tanti settori, dalla nautica alle manifatture, dalla difesa alla gioielleria, dalla medicina all’automotive, dalla meccanica all’elettronica di consumo, dallo spazio e all’industria delle materie plastiche.

Le possibilità professionali non sono finite qui. Di recente, il cibo spaziale è oggetto di notevole interesse, così come gli alimenti da destinare a quanti si ritrovano in condizioni estreme. Ingegneri aerospaziali e ingegneri chimici hanno come possibile sbocco lavorativo quelle aziende che si occupano dello sviluppo di linee di alimenti da consumare nello spazio e non solo. In realtà, gli ingegneri aerospaziali sono tra quelli più gettonati per i lavori alternativi, come le professioni legate al recupero delle spazzatura spaziale. Si tratta di un’attività che sta diventando rilevante, visto che per spazzatura spaziale si intendono residui come pezzi di satelliti e componenti usati nelle missioni che orbitano intorno alla Terra.

Allora cosa ne pensi dei lavori per laureati in ingegneria che ti abbiamo elencato? Ce n’è qualcuno che ha particolarmente attirato la tua attenzione?

 

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Gestione del tempo? Ecco perché utilizzare l’agenda se sei uno studente

L’agenda per studenti è un’ottima soluzione per pianificare gli impegni e concludere con successo un percorso universitario.

Non credi di averne bisogno? Gestire bene il tempo a disposizione è una necessità che accomuna tutti. Questa necessità poi diventa un dovere quando sei uno studente e la tua priorità e dare gli esami senza andare troppo fuori corso.

Quando ti iscrivi all’università è importante scegliere un metodo di studio, capire come prendere appunti e apprendere le tecniche per aumentare la concentrazione.

Leggi la nostra guida e scopri i benefici dell’agenda per studenti.

Agenda per studenti: quale tipo di studente sei

L’agenda per studenti è importante e in alcuni casi diventa addirittura indispensabile. Qui sotto, trovi l’elenco delle tipologie di studenti che devono necessariamente usare un’agenda per mettere ordine nei loro impegni, pena una maggiore difficoltà a sostenere gli esami:

  • studente procrastinatore: appartieni a questa categoria se tendi a rimandare a domani, credendo di avere tanto tempo a disposizione
  • studente super attivo: segui una serie di attività oltre allo studio e sei sempre in movimento, dividendoti tra sport, amici e lavoro. Non hai mai un minuto libero.
  • studente poco motivato: ti manca la concentrazione e perdi tempo dando priorità ad altri compiti. In questo modo non hai l’impressione di sprecare le giornate, ma non riesci comunque a dedicarti allo studio come dovresti

Tutti questi profili hanno assolutamente bisogno di un’agenda per studenti.

Pianificare il tempo

Come si fa a pianificare il tempo con un’agenda? Partiamo dalle basi. L’agenda non deve essere necessariamente cartacea. Puoi usare una versione digitale, come il calendar di Google. Le applicazioni sono consigliate soprattutto per la sincronizzazione su più dispositivi. In questo modo non hai scampo e dovrai attenerti alla pianificazione stabilita.

Inizia suddividendo gli impegni secondo la distinzione qui di seguito:

  • impegni urgenti e importanti
  • impegni incombenti ma non importanti
  • impegni importanti ma non urgenti
  • impegni non importanti e non urgenti

Bilancia la distribuzione di questi impegni nell’arco della settimana. In quale categoria metteresti, per esempio, gli esami all’università? Si tratta di impegni importanti ma non urgenti. La pianificazione, infatti, ti serve proprio a distribuire la preparazione in un arco di tempo ragionevole, così da non rinunciare ad altre attività. Solo in questo modo gli esami rimarranno un impegno importante, ma non urgente e perciò stressante.

L’agenda per studenti ti aiuterà in questo obiettivo. Se hai programmato tre esami per la prossima sessione, suddividi la preparazione dandoti un obiettivo giornaliero in termini di capitoli da studiare. Vedrai che una semplice agenda ti farà arrivare senza stress alla data degli esami.

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Come studiare per il concorso presidi?

Vorresti tentare la carriera di dirigente scolastico e ti piacerebbe capire come studiare per il concorso per presidi? Di solito i concorsi prevedono una prova scritta preselettiva e una prova orale. Per accedere è necessario essere in possesso della laurea magistrale e aver lavorato nel sistema scolastico nazionale per un periodo pari ad almeno cinque anni.

Se hai i requisiti per diventare dirigente scolastico, allora leggi la guida qui sotto con tutti i consigli per prepararti a superare il concorso.

Concorso presidi: la prova scritta

La prova scritta dei concorsi per le scuole consiste in una serie di domande a risposta multipla. Quando bisogna superare un test di questo tipo è bene rispondere alle domande di cui si è certi di conoscere la risposta. Di solito, i concorsi prevedono la sottrazione di punteggio nel caso di risposta errata. Nell’ultimo concorso, per esempio, erano previsti -0,3 punti per ogni risposta mancante e 0 punti per ogni risposta sbagliata.

Il primo consiglio della nostra guida come studiare per il concorso presidi è proprio questo: rispondi subito alle domande di cui sei certo e fai un rapido calcolo dei punti. Se hai raggiunto il limite previsto, non rispondere alle domande di cui non conosci la risposta esatta.

Ma quali sono gli argomenti su cui concentrare l’attenzione? Di seguito, l’elenco:

  • normativa riguardante il sistema educativo
  • modalità di conduzione delle organizzazioni complesse
  • processi di programmazione, gestione e valutazione delle istituzioni scolastiche
  • organizzazione degli ambienti destinati all’apprendimento
  • organizzazione del lavoro e gestione del personale
  • valutazione e autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi dei processi scolastici
  • elementi di diritto civile e amministrativo
  • sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea
  • contabilità di Stato
  • lingua straniera a scelta di livello B2

In caso di superamento della prova scritta, bisogna sottoporsi al colloquio orale. Quest’ultimo consiste in una prova per accertare la reale preparazione del candidato sulle stesse materie che sono state oggetto di verifica per la prova scritta. Durante la prova orale, la commissione verifica anche le conoscenze riguardanti la lingua straniera e l’utilizzo degli strumenti informatici.

I manuali su cui studiare

Per prepararsi davvero bene e darsi l’opportunità di superare la prova per diventare presidi, bisogna scegliere i testi giusti. In quest’ultimo passaggio della guida su come studiare per il concorso presidi, ti proponiamo due testi considerati tra i migliori. Si tratta dei seguenti volumi: Il manuale del concorso per dirigente scolastico di Emiliano Barbuto e Il manuale del concorso per dirigenti scolastici di Giuseppe Mariani.

Buono studio e in bocca al lupo per il concorso!

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Scienza forense: definizione e campi di interesse

Ti piacerebbe occuparti di scienza forense e sei alla ricerca di qualche informazione in più? Questa branca include tutti gli accertamenti di carattere scientifico effettuati durante un’indagine per ricostruire la modalità dell’atto criminale.

Se il criminologo studia l’autore del reato, le vittime e le condotte criminali, lo specialista in scienze forensi risponde alle domande dove e come è stato commesso il reato.

Qui di seguito, troverai un ulteriore approfondimento che ti aiuterà a capire meglio di cosa si tratta.

Scienza forense: definizione

Uno specialista in scienza forense si occupa della ricerca, della raccolta e della catalogazione di tutti gli elementi rinvenuti sulla scena di un crimine. Dopodiché, sottopone ad analisi tecnico-scientifica le tracce.

Ma quali tracce raccoglie e studia? Si possono raccogliere impronte digitali, tracce biologiche, proiettili, impronte di scarpe, piante, insetti e così via.

Le competenze di uno specialista sono molto vaste. Basti pensare, per esempio, che una delle branche delle scienze forensi è la balistica, vale a dire lo studio dei proiettili e delle armi da fuoco rivenute sulla scena di un crimine.

Film e serie TV, inoltre, hanno reso molto celebre un’altra branca: la genetica forense, che si occupa dello studio e dell’analisi delle tracce di DNA. Le innovazioni tecnologiche degli ultimi anni hanno permesso all’analisi del DNA di diventare molto rilevante nei casi di omicidio, violenza sessuale o aggressione. È possibile, infatti, confrontare l’impronta genetica del sospettato con le tracce di materiale biologico (capelli, saliva, pelle) lasciate sul luogo del reato.

Nelle indagini per individuare i responsabili della strage di Capaci, per esempio, gli esperti in scienza forense analizzarono le tracce di DNA presenti su 51 mozziconi di sigaretta, che erano stati fumati dagli autori dell’attentato.

L’importanza degli esperti nei processi

La legge del 7 dicembre 2000 numero 397 ha consentito l’utilizzo dei risultati delle indagini di scienza forense anche da parte del team legale della difesa.

Questo significa che sia l’accusa che la difesa possono rivolgersi a un esperto in scienze forensi per analizzare le tracce presenti sulla scena di un crimine. I tecnici sono cioè diventati importanti come consulenti di parte a garanzia anche della difesa di un imputato, in quanto capaci di trovare elementi di prova utili al dibattimento.

Oggi, gli esperti in scienza forense sono considerati delle presenze indispensabili per la ricerca e l’accertamento della verità, così come gli esperti in criminologia. Il loro contributo è considerato fondamentale affinché durante il processo emergano tutti quegli elementi utili alla formulazione di una sentenza giusta. 

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I 4 film ambientati nelle scuole che dovresti assolutamente vedere

I film ambientati nelle scuole sono commoventi, divertenti e spesso molto educativi. In realtà, non dovrebbero vederli solo ragazzi e insegnanti, ma anche genitori e dirigenti scolastici.

Se vuoi intraprendere una carriera in ambito scolastico, può essere illuminante guardare questi film. Quelli più belli, infatti, sono uno spunto motivazionale a cui far seguire la lettura di una guida per capire come diventare dirigente scolastico o insegnante.

Film per studenti: quali vedere assolutamente

Ogni anno escono al cinema tanti film ambientati nelle scuole. Per non parlare del numero delle serie TV ambientate nei college americani. Se vuoi vedere i migliori, dai un’occhiata alla nostra selezione qui sotto:

  • La classe – Ente le murs – film vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes come Miglior film nel 2008. Il protagonista è un professore che si ritrova a insegnare in un contesto complicato, con ragazzi difficili. Il film segue un intero anno scolastico, durante il quale diventa centrale il rapporto tra insegnante e studenti. Il professore, infatti, fa di tutto per mettersi dalla parte dei ragazzi, comprenderne il punto di vista e cercare di coinvolgerli, persino in dibattiti su argomenti spinosi e importanti. Consigliato se stai cercando un film dall’intento educativo.
  • La scuola – film del 1995 diretto da Daniele Lucchetti. Il film è ambientato in un malandato istituto tecnico romano, in cui è crollato persino il soffitto della biblioteca. Alunni e insegnanti appartengono alla stessa schiera di persone disilluse, tristi e senza stimoli. Solo il professore Vivaldi, interpretato da Silvio Orlando, sembra intenzionato a cambiare le cose, mostrando entusiasmo e umanità. Consigliato se stai cercando un film con le scuole moderne descritte in maniera disincantata e cinica.
  • L’onda – film tedesco del 2008 ispirato all’omonimo romanzo di Todd Strasser. Il film ha come protagonista un insegnante di scuola superiore, Rainer Wenger. Il professore decide di dimostrare ai suoi studenti come le dittature siano il frutto della facile manipolazione delle masse. Dà vita così a un esperimento scolastico che, purtroppo, rischia di sfuggirgli di mano con conseguenze pericolose. Adatto se vuoi vedere uno dei quei film ambientati nelle scuole con un messaggio filosofico e sociale.
  • L’attimo fuggente – grande classico della categoria dei film sulla scuola, con il compianto Robin Williams nei panni dell’insegnante di letteratura John Keating. Il film risale al 1989 ed è ambientato negli anni ’50 nel collegio maschile di Welton. Perfetto se vuoi vedere un film sull’importanza di seguire la propria vocazione nella vita, senza arrendersi di fronte agli ostacoli o alle imposizioni di familiari e società.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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