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Le 7 “regole” per scrivere un saggio perfetto

Commenti disabilitati su Le 7 “regole” per scrivere un saggio perfetto Studiare a Crotone

Vuoi capire come scrivere un saggio? Per chiarire bene come procedere dobbiamo partire dalla definizione di questo particolare componimento. Il saggio è un testo di lunghezza limitata, in cui dovrai analizzare un fenomeno, un avvenimento, un autore o un testo e fornire una tua interpretazione personale. Gli argomenti possono essere vari, dalla letteratura all’economia, dalla filosofia al costume fino alla storia.

A partire dal 1999, per esempio, gli studenti alle prese con l’esame di maturità hanno proprio il saggio come opzione per le tracce d’italiano della prima prova scritta. Nel caso dei maturandi si tratta di un saggio breve di massimo cinque colonne di un foglio protocollo.

In realtà, le modalità per la scrittura di un saggio sono le stesse indipendentemente dalla lunghezza. Continua la lettura e scopri insieme a noi dell’Università Unicusano di Crotone come affrontare la prova del saggio.

1- Scrivere un saggio: come iniziare

I saggi vanno elaborati con una struttura che prevede:

  • introduzione
  • tesi
  • prove a sostegno della tesi
  • antitesi
  • confutazione
  • conclusione

L’introduzione può risultare la parte più difficile. Ti sei documentato, consultando tutto il materiale disponibile, hai estrapolato i dati e gli argomenti più interessanti e hai impostato la tua tesi. A questo punto ti trovi davanti al foglio bianco e potresti essere in difficoltà perché sai che l’introduzione va scritta in maniera impeccabile, in modo da catturare l’attenzione del lettore e predisporlo bene nei confronti del resto del saggio. Il nostro consiglio è di iniziare con una frase che susciti subito curiosità. Potresti, per esempio, snocciolare qualche dato, sempre senza esagerare. Ricordati che hai una lunghezza da rispettare e, tra l’altro, iniziare con un elenco infinito di dati risulta poco accattivante.

Poniamo che tu debba scrivere un saggio sulla dispersione scolastica. Potresti scrivere un’introduzione di questo tipo:

In Italia la situazione della dispersione scolastica è diventata allarmante. Secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea nel 2021, un ragazzo su 7 non arriva al diploma e il 15% degli allievi esce dal sistema scolastico in anticipo.

Come vedi, i numeri piuttosto seri catturano all’istante l’attenzione del lettore. Non solo, ti aiutano anche a contestualizzare l’argomento.

2- Chiarisci subito lo scopo del saggio

Per scrivere un saggio che ottenga un buono voto è buona norma chiarire subito di cosa tratterà il testo.

Tornando al nostro esempio sulla dispersione scolastica, la maniera più diretta e semplice per introdurre il tema e l’obiettivo del saggio è la seguente:

Lo scopo di questo saggio è analizzare le cause della dispersione e raccomandare una serie di iniziative educative per arginare il fenomeno.

Se il saggio ha una struttura predefinita e distinta in sezioni, potresti completare l’introduzione dell’argomento chiarendo come si svilupperà il testo. Cosa significa? Dopo aver scritto la frase qui sopra, continui in questo modo:

L’analisi si sofferma, in particolare, sulle differenze esistenti tra i tassi di dispersione maschili e femminili, sull’indice di rischio di abbandono superiore nel Sud Italia e sulle motivazioni ambientali e familiari alla base delle scelte degli alunni.

Nel caso di saggi di ricerca o argomentativi, questa modalità di procedere è molto utile. Il lettore, infatti, è subito calato all’interno dell’argomento trattato.

3- Scegli il tono di voce con cui scrivere

Buttare giù il materiale senza scegliere il tono di voce è un errore. Per scrivere un saggio devi adattare il tono di voce all’argomento. La dispersione scolastica, per esempio, è un tema serio che necessita di un tono chiaro e diretto. Non puoi adottare cioè uno stile colloquiale. Al contrario se sei iscritto alla facoltà di scienze motorie e devi scrivere un saggio sul legame emotivo/cameratismo esistente tra i componenti di una squadra, adotti un tono meno formale.

4- Fai attenzione alla scrittura e revisiona sempre

In caso di saggi scientifici, argomentativi e tecnici, adotta uno stile impersonale e distaccato. La tua parole d’ordine è la chiarezza. Questo significa che sarebbe meglio scrivere fasi brevi con parole semplici. Evita le subordinate e prediligi frasi di 20/25 parole. Questa lunghezza dei periodi migliora la leggibilità e ti aiuta a esprimere i concetti in modo che il lettore li possa comprendere alla prima lettura. Se il tuo lettore è costretto a rileggere più volte una frase, il saggio risulterà più ostico e meno interessante. 

Una volta scritto il saggio, rileggi sempre con attenzione. Se qualche passaggio risulta complicato, scrivilo di nuovo. La fase di revisione è molto importante, sia con i saggi scientifici sia con quelli creativi. Ovviamente, i testi creativi lasciano più spazio alla tua inventiva e sono meno rigidi anche dal punto di vista stilistico. Per capire se la revisione ha migliorato il testo, rivolgiti a un amico o a un compagno di corso per un parere da lettore. 

5- Introduci delle prove a sostegno della tua tesi

Per scrivere un saggio devi avere bene in mente la tua tesi. Stai scrivendo un testo il cui scopo è dimostrare al lettore la fondatezza della tua opinione. La tesi, dunque, va espressa con convinzione. Per confutarla usa i materiali di studio e appoggiati ad altri autori che hanno trattato lo stesso argomento. Cosa significa? Introduci citazioni a sostegno del tuo pensiero.

Tornando sempre al saggio sulla dispersione scolastica. Poniamo che la tua tesi sia la lontananza del sistema scolastico dalla realtà degli allievi. Sostieni cioè una tesi di questo tipo: 

La scuola resta in cattedra, lontana dalla strada e dai problemi dei ragazzi. Di conseguenza, gli allievi la percepiscono come inutile e finiscono con l’abbandonare anzitempo.

Per dare maggiore peso alla tua tesi cita altri autori, autorevoli in campo pedagogico, che sono giunti alla tua stessa conclusione.

Hai due opzioni: la citazione diretta di passaggi specifici oppure la citazione indiretta. In questo secondo caso cioè riassumi la teoria dell’autore X espressa in un determinato testo.

6- Scrivere un saggio: proponi un’antitesi

Quando scrivi un saggio devi essere onesto. Per rendere più interessante il tuo elaborato e dimostrare di esserti documentato, cita opinioni contrarie alla tua. Proporre un’antitesi serve a dare maggiore spessore alla tua tesi.

Introdurre delle opinioni contrarie, infatti, rivela che hai preso in considerazione anche altre conclusioni, ci hai riflettuto e hai riconosciuto una minore aderenza dell’opinione X al problema sollevato. Tutto questo processo ti è servito cioè per giungere alla tua conclusione, che apparirà più ponderata e significativa.

Se sei convinto delle tue idee, non devi avere paura di introdurre opinioni contrarie. Nel caso in cui non riuscissi a farlo, rivedi il tuo lavoro. Probabilmente, citare opinioni contrarie non ti è servito a confutare la tua tesi. Hai ottenuto esattamente l’effetto contrario: hai smontato la tua opinione. In questo secondo caso, ti consigliamo di rivedere l’intero saggio. Meglio riscrivere il testo, perdendo un po’ più di tempo, e non consegnare un lavoro che non ti convince.

7- Come scrivere le conclusioni del tuo saggio

La conclusione è la parte finale del saggio con cui congedi il lettore. Cosa si scrive in una conclusione? Si tirano le somme. Si tratta, infatti, di un breve paragrafo di 5/7 frasi in cui riprendi la tua tesi, senza utilizzare le stesse parole del resto del saggio.

Ma come scriverla? Qui sotto qualche consiglio:

  • usa una frase di transizione per avvertire il lettore che è giunto al termine della lettura
  • evita frasi abusate come “in conclusione”, “per concludere”, “riassumendo”
  • riassumi brevemente i punti principali
  • non limitarti a riaffermare la tua tesi e concludi con un invito all’azione, un richiamo emotivo o un pensiero molto personale

Credits immagine: DepositPhoto.com/Leocerz

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