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Guerra civile siriana: quello che c’è da sapere

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Non è facile fare una sintesi della guerra civile siriana. Oltre che complesso è doloroso. Le migliaia di morti che il conflitto sta provocando sono una vergogna per la quale è difficile, anzi impossibile, trovare delle motivazioni valide. In questo articolo ci limiteremo a dare le informazioni più importanti per inquadrare il fenomeno e cercare di comprenderlo in maniera più chiara, per quanto possibile.

La guerra in Siria: le origini

ultime notizie guerra in siriaSe possiamo stabilire una data precisa, in cui gli eventi sono precipitati fino a giungere allo stato attuale di caos e tensione a cui stiamo assistendo, quella data è il 2011. Da allora il numero di vittime è salito vertiginosamente fino a 300.000. Anche il numero dei profughi cresce a dismisura.

Ma torniamo agli inizi. Nel marzo 2011 la popolazione insorge contro il presidente Bashar al-Assad, che aveva preso il posto del padre nel 2000. Per specificare meglio bisogna sottolineare che la famiglia al-Assad regge la Siria dagli anni Settanta. Nonostante la forza delle proteste il regime non si lascia correre questo moto di ribellione e reprime le manifestazioni lasciando sulle strade morti e feriti a centinaia.

Il livello di insoddisfazione e di sopraffazione della gente siriana è così forte che comunque le proteste non si placano, anzi si moltiplicano.

I manifestanti passano alla lotta armata e la diserzione di un buon numero di soldati dimostra il dilagare del malcontento, che non può più essere arrestato. Proprio alcuni disertori dell’esercito sul finire del 2011 danno vita all’FSA ossia il Free Sirian Army. Forse è questo il momento in cui si può dire che nasce la guerra civile siriana.

All’Esercito di Liberazione Siriano si unisce una buona fetta di ribelli che contribuiscono a prendere il controllo di alcune città, fino ad arrivare ai confini di Damasco, luogo strategico nonché capitale siriana.

L’anno successivo le alleanze dell’FSA crescono e altre falangi di opposizione si aggiungono al conflitto. I questo momento subentra anche al-Nusra, vicino a al-Qaida e Stato Islamico. Si tratta di estremisti della fazione sunnita dell’ISIS, che si avvicinano al conflitto con la speranza di far cadere il potere di al-Assad per far sorgere uno nuovo Stato Islamico in Siria.

Nel corso di alcuni mesi molta gente si avvicina ad al-Nusra facendo crescere le fila, lo stesso FSA ci si trova a collaborare strettamente, fino a quando le azioni terroristiche suicide e violente causano un numero di vittime altissimo, costringendo le parti ad allontanarsi.

Cos’è successo in Siria: estremismo e frammentazione

Gli anni successivi saranno ancora più complicati. I molti attori e interessi in gioco rendono difficoltosa una sintesi. Il 2012 vede un inasprimento degli scontri che coinvolgono esercito siriano ordinario ed esercito dei ribelli. Il governo usa il pugno di ferro, una violenza inaudita che causa massacri di cui pagano il caro prezzo soprattutto i civili.

Il governo cerca di far cadere la responsabilità sui ribelli, la comunità internazionale che sta assistendo ad una delle guerre peggiori del XXI secolo si divide:

  • Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Turchia si schierano con i ribelli
  • Russia, Cina, Iran, Venezuela con al-Assad

Nel 2013 in conflitto si è ormai esteso a macchia d’olio, tutta la Siria è coinvolta e gli estremisti stanno guadagnando terreno. Proprio nei primi mesi di questo anno al Nusra conquista Raqqa, molto importante per via della posizione centrale. E accade un’altra cosa molto importante. Agli estremisti si unisce l’ISIS, le forze armate che combattono per il sedicente Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, di cui tutti abbiamo sentito parlare con sempre maggiore frequenza.

Da questo momento in poi tutto è diventa ancora più intricato, se possibile. Le frammentazioni tra le varie parti rendono il quadro d’insieme poco chiaro. In generale si può affermare che la guerra della Siria vede come protagonisti:

  • Fornte dei ribelli (diviso in sottogruppi)
  • Esercito regolare siriano

Bombardamenti in Siria nel 2014

Siamo al 2014. In quest’anno vediamo che l’Esercito Siriano Libero si è contrapposto alle forze estremiste. Inoltre ci sono i curdi che nella parte a Nord Est stanno combattendo con tutte le loro forze il temibile ISIS.

Quest’ultimo scegli di distaccarsi dall’originario esercito dei ribelli di al-Nusra. Le spaccature interne sono sempre più frequenti e nel frattempo la gente muore, anche e soprattutto quella innocente, anche e soprattutto bambini. La diplomazia internazionale cerca di mobilitarsi e l’ONU richiama all’attenzione tutti gli stati organizzando una conferenza di Pace a Ginevra con l’obiettivo di risolvere la crisi sempre più aspra.

I due eventi principali del 2014 sono:

  • La nuova vittoria alle elezioni di al-Assad
  • La conquista di diverse città iraqene da parte dell’ISIS

A giugno di quest’anno proprio viene annunciata la nascita del califfato, in una porzione di terra a cavallo tra Siria e Iraq.

E intanto piovono bombe. Una coalizione che vede alla guida gli Stati Uniti inizia a bombardare l’ISIS in territorio siriano, in quel momento impegnato a combattere nel confine turco contro le milizie curde concentrate a Kobane, città che resiste nonostante un terribile assedio. Proprio le forze curde, insieme all’FSA e alla colazione americana, riesce a tenere testa all’ISIS e a riprendere la cosiddetta capitale del califfato Raqqa. Gli sforzi degli estremisti per proseguire con gli attacchi verso la Turchia sono vani e vengono respinti.

Il conflitto siriano dal 2015 al 2017

Sul finire del 2015 continuano i bombardamenti americani. A terra i russi sono al fianco dell’esercito del governo siriano a cercare di riprendere in mano Aleppo. Poi anche in Europa succede qualcosa. Precisamente in Francia, a Parigi, dove durante un concerto e in altre parti della città vengono compiuti degli attentati terroristici terribili, che scuotono l’opinione pubblica internazionale.

Dopo questi avvenimenti, in data 15 novembre 2015, la Francia aggiunge la sua collaborazione ai già pesanti bombardamenti, puntando su Raqqa.

Nel 2016 invece la città più rilevante nella guerra siriana sarà Aleppo, nella zona nord ovest e considerata a tutti gli effetti il centro nevralgico dell’economia del Paese. Proprio questa città versa in una situazione emblematica, si ritrova divisa in due:

  • Parte orientale: controllo dei ribelli
  • Parte occidentale: controllo del regime

Qui si è assistito ai peggiori massacri. Assad con l’aiuto dei russi ha posto sotto assedio la città e ha bombardato pesantemente colpendo soprattutto le strutture umanitarie legate alle professioni sanitarie di aiuto. Aleppo è caduta a fine 2016, decretando sostanzialmente una vittoria della battaglia da parte del regime.

Le barbarità non finiscono qui. Nel 2017 il governo siriano viene accusato da Stati Uniti e UE dell’attacco chimico di Khan Sheikhoun, che ha provocato 72 vittime in gran parte civili. Non si ha assoluta certezza della paternità di un gesto così assurdo. La risposta degli Stati Uniti non si è fatta attendere e ad aprile la controffensiva è partita per cercare di spingere Assad a smantellare l’arsenale chimico.

Le ultime notizie della guerra in Siria

cosa sta succedendo in siriaAnche nell’aprile 2018 gli americani hanno accusato il regime di un attacco chimico, che ha visto in risposta un ennesimo bombardamento americano, in un’escalation di violenza inaudita che sta piegando la popolazione. Trump sostiene che buona parte delle armi chimiche di Assad sono state distrutte grazie al suo attacco. È stata vista comunque come discutibile la scelta di procedere per questa azione militare senza un previo controllo delle forze diplomatiche internazionali.

Sono molti i punti che necessitano di una spiegazione. La stampa ha lasciato serpeggiare dubbi rispetto alla reale volontà dell’America di porre fine al regime di Assad. Lo sostiene anche Teresa May, la pima ministra britannica. Mentre Assad è convinto che la teoria delle armi chimiche sia una farsa messa in piedi da USA e alleati. Mentre la popolazione siriana muore l’Occidente tira un sospiro di sollievo perché in tutto questo intrico di conflitti sembra che la pericolosa guerra tra Stati Uniti e Russia sia stata evitata.

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